SIGNOR SINDACO,
COLLEGHI CONSIGLIERI,
CARI CONCITTADINI,
la prima seduta di Consiglio Comunale di una nuova tornata amministrativa è sempre stata per i gruppi consiliari l’occasione per riassumere, in una serie di considerazioni politiche, un giudizio sui risultati elettorali, oltreché illustrare - se si tratta di una forza d’opposizione - le linee guida di quella che sarà la propria azione politico-amministrativa nei confronti della maggioranza. Ed è un’occasione particolare, se non altro per la folta presenza del pubblico che accompagna questa seduta. Un pubblico che spero rivedremo numeroso anche nel seguito dell’attività del consiglio perché ciò rappresenta uno stimolo anche per noi consiglieri. Bisogna impegnarci tutti perché ciò avvenga.
Non essendoci, in questa prima riunione, la presentazione degli Indirizzi Generali di Governo, ossia del programma, tale circostanza limita il mio intervento all’aspetto puramente politico.
Mi limito, quindi, a nome del Gruppo Consiliare “Centro-Sinistra di Casarsa e S.Giovanni”, composto dalla collega Serenella Benvenuto e da me, ad esporre una serie di brevi riflessioni che attengono all’esito delle elezioni ed anche al giudizio sul nuovo esecutivo giuntale.
Se è vero che l’affermazione elettorale del sindaco Tubaro è stata netta e inequivocabile, supportata dal consenso di quasi un cittadino elettore casarsese su due, che ha premiato fondamentalmente il partito del sindaco, Forza Italia, dall’altro lato è innegabile che c’è un’altra metà di Casarsa della Delizia che ha fatto altre scelte, indirizzando il consenso verso il collega Fernando Agrusti e il sottoscritto. E’ un dato politico del quale il sindaco è chiamato a tenere conto e mi auguro che la sede di un confronto sia proprio il consiglio comunale.
In ogni caso al sindaco e alla giunta faccio i miei più sinceri auguri di buon lavoro per il bene comune, lo sviluppo ed il progresso della nostra città e, insieme ai miei, gli auguri della collega Benvenuto e della parte politica che insieme rappresentiamo.
Mi auguro, inoltre, recependo i giudizi ed i consigli di chi mi ha preceduto in questi nove anni, che, in qualità di Presidente di questa Assemblea, Lei, sindaco, sappia essere il garante dei diritti di tutti i Consiglieri, nel rispetto formale e sostanziale del Regolamento.
Tornando al voto: ritengo che un consenso così significativo comporti, oltre al legittimo orgoglio dell’interessato, anche un cumulo di responsabilità altrettanto elevato. Di questo il sindaco Tubaro si deve sentire investito e il nostro compito sarà anche quello di ricordare questa particolare condizione di onori ed oneri. Responsabilità che si estende a quei colleghi amministratori che hanno ricevuto un considerevole numero di preferenze.
Non voglio qui entrare nello stretto specifico, almeno non completamente, delle dinamiche che hanno portato all’affermazione del Centro-Destra nella nostra città. E’ chiaro che quanto accaduto è ciò che ha voluto la maggioranza degli elettori e nessuno può permettersi di contestare la legittimità a governare che deriva dal voto popolare. Ma è altrettanto chiaro che, come forza di Centro-Sinistra, uno spostamento così deciso e marcato a Destra, non può certo farci piacere, e non tanto per ragioni di precostituita diversità ideologica, quanto per le implicazioni che tale spostamento potrebbe avere in ambito programmatico. Ci chiediamo, ad esempio - per portare la questione su un terreno caro all’amministrazione uscente (che, è bene ricordare, era costituita da Centro-Destra e Civica), ovvero, quello dei servizi sociali, delle attività culturali e dell’integrazione degli immigrati – quale sarà il riferimento dell’intera compagine giuntale.
Ci chiediamo, poi - relativamente a Palazzo Brinis - se il cambio di rotta del 27-28 maggio e le suggestioni di ordine regionale o nazionale - oltreché quelle derivanti dalla propria storia e dal proprio Dna - saranno più forti dell’esperienza passata a fianco della lista civica, ch’era caratterizzata da una particolare sensibilità e dinamismo in questo campo che è cruciale.
Ai colleghi delle liste civiche rinnovo l’invito che feci in occasione della presentazione della mia candidatura: comunque vadano le elezioni, dissi a quel tempo, ci ritroveremo. Credo che da oggi riparta un nuovo percorso con la nostra piena disponibilità.
Venendo, ora, alla nostra parte politica: con la stessa franchezza ed obiettività con cui ho parlato dell’affermazione del sindaco Tubaro, non ho difficoltà a riconoscere che il risultato è stato negativo e bisognerà lavorare molto per recuperare un consenso che ha percorso altre strade. Con la mia candidatura il centro-sinistra ha scelto la strada del rinnovamento dell’operato e della rappresentanza: è un compito gravoso che però ispirerà la mia azione. La coalizione deve ritornare a essere propositiva, incisiva nel tessuto sociale, deve riallacciare i rapporti con la gente e le associazioni. Oggi siamo forza d’opposizione, ma domani vogliamo essere forza di governo. Ci attende un lungo lavoro, che inizierà proprio dai banchi dell’opposizione.
Nel nostro programma sono contenute proposte che riteniamo condivisibili e attuabili: attraverso gli strumenti che stanno in capo ai consiglieri comunali le porteremo all’ordine del giorno dimostrando quanto vogliamo essere propositivi.
Infine alcune considerazioni sulla giunta comunale: avremmo apprezzato che si ritornasse a 4 assessori, come precedentemente previsto. Sarebbe stato un segnale importante in un momento nel quale si dibatte sui costi della politica. Due assessori in più, significano maggiori costi, con cui – lo dico senza toni demagogici – si potrebbero fare cose più utili.
L’altro aspetto riguarda l’assenza di una rappresentanza femminile nell’esecutivo. Lo strumento dell’assessore esterno sarebbe stata l’occasione per incentivarla, ma ciò purtroppo non è avvenuto. Il sindaco avrebbe dovuto avere un minimo di coraggio in più in questa direzione.
Concludo, dicendo che rinviamo alla discussione sugli Indirizzi Generali un giudizio più composito ed esauriente sull’azione di governo, premettendo che su quei progetti che sono in piena sintonia col nostro programma non mancherà il consenso del Centro-Sinistra.
Al sindaco riconfermo la nostra disponibilità al confronto: faremo un’opposizione seria, costruttiva, non preconcetta. Da oggi, lo ripeto, parte un capitolo nuovo per la storia del centro-sinistra di Casarsa e San Giovanni. L’azione politica si realizzerà qui, ma soprattutto fuori dal municipio. Apriremo le porte a nuovi contributi d’idee, puntiamo a raccogliere nuove adesioni soprattutto tra i giovani. Oggi siamo forza d’opposizione, ma lavoriamo per realizzare un nuovo governo di Casarsa e San Giovanni.
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Il candidato sindaco Fernando Agrusti e le liste civiche che lo sostengono da tempo ormai hanno avviato una campagna contro le forze e i movimenti politici.
Si autodefiniscono nuovi, moralizzatori e puri, ma in realtà negli ultimi 9 anni si sono comportati in maniera opposta.
Hanno approvato l’aumento del numero di assessori comunali da 4 a 6, un provvedimento che è costato a casarsesi e sangiovannesi 78.000 euro in 5 anni.
Contestano gli stipendi dei politici e li hanno intascati fino all’ultimo euro nei nove anni trascorsi.
Quando si è trattato di lottizzare (Ambiente Servizi, Zipr, Cises) non si sono persi neppure una poltrona.
Hanno realizzato una campagna elettorale (spot tv, apparizioni, cene, manifestini, volantini patinati, siti internet, indagini demoscopiche) della quale il candidato sindaco Agrusti non conosce neppure i costi, come ha dichiarato pubblicamente (se verrà eletto speriamo non si comporti allo stesso modo con il bilancio comunale). Lo stesso metodo della prima repubblica.
PRIMA DI FARE LA MORALE BISOGNA
| CASARSA DELLA DELIZIA «Saranno gli elettori a decidere chi è un candidato debole, vecchio e compromesso» |
| «Sarò un buon padre di famiglia» |
| Paolo Lamanna (Ulivo e Rc): «È questo il ruolo di un sindaco che non privilegia nessuno» |
| Casarsa
La novità di questa tornata elettorale è Paolo Lamanna, candidato sindaco del centro sinistra (L'Ulivo e Rifondazione Comunista). Perché ha scelto di candidarsi come sindaco per il centrosinistra? «In questi anni ho maturato un'esperienza nel mondo associativo che è stata formativa: mi ha permesso di conoscere la mia città, e il grande patrimonio rappresentato dall'impegno dei miei concittadini. Alcuni partiti mi hanno chiesto se mi volevo impegnare e ho ritenuto che fosse venuto il momento giusto di farlo. Lo farò con il centrosinistra perché, pur non essendo mai stato iscritto ad alcun partito, credo nel carattere ideale e riformista di questa coalizione». Cosa pensa di poter dare di più rispetto a Tubaro e Agrusti? «Mi sono presentato come l'alternativa responsabile a Tubaro e Agrusti. Mi sento portatore di una politica nuova che definirei del "buon padre di famiglia". Il buon padre di famiglia è equo: a differenza di quanto è successo in questi nove anni non privilegerò un'associazione o un gruppo di cittadini rispetto a un altro, ma riserverò la giusta attenzione alle problematiche di tutti. Il buon padre di famiglia è lungimirante: programmerò l'attività amministrativa con attenzione, stando attento alle risorse a disposizione e alle esigenze reali». Si sente un candidato debole come hanno detto? «A me sembrano deboli le argomentazioni di chi, invece di confrontarsi sulle questioni, attacca gli avversari; forse c'è paura della novità. Saranno gli elettori a decidere chi è debole, vecchio e compromesso». A Casarsa, ci sono forse due sinistre: una ufficiale e una non?«Esiste un centrosinistra unito e coeso che è quello con il quale mi presento alle elezioni, esistono invece due destre: una di Tubaro e l'altra di Agrusti, come si può notare dalla campagna elettorale di stampo "berlusconiano" condotta dalle liste civiche e dalla Cdl con un dispendio di risorse che non si era mai visto». Cosa significa per lei il binomio etica e politica?«È essenziale. Riguarda in primo luogo non confondere l'attività di amministratore pubblico con quelle private. Il fatto che il consiglio comunale, all'unanimità, abbia censurato il comportamento del vicesindaco Ermes Spagnol sulla questione dell'asilo nido è un fatto grave e che richiedeva da parte del leader della lista civica Fernando Agrusti ben più che una semplice presa d'atto». Qual è il miglior consiglio che le hanno dato finora?«Di ascoltare: in questi giorni molti parlano, cercano di convincere, con frasi e progetti roboanti. Io ho preferito ascoltare la gente, sentire le loro necessità ed è stato un arricchimento personale che va oltre il risultato delle elezioni». Michela Sovrano |
Autocensura? Sì, eccome!
Ai gestori del sito ufficiale di Cittadini Protagonisti non risulta alcun atto “autocensorio”: a loro dire, nessun intervento sarebbe mai stato rimosso dal sito.
Chi più abitualmente frequenta il loro sito si chiederà: sono affetti da senilità precoce oppure mentono?
Proviamo a rinfrescare l’”evanescente” memoria dei gestori. Recentemente ci ha già provato Paolo Lamanna nella replica ad un intervento che chiamava in causa, ma evidentemente il riferimento non è stato compreso.
Alcuni giorni fa nel sito di Cittadini Protagonisti è comparsa una nota intitolata "Censimento", corredata dall'immagine di una natività tre o quattrocentesca.
Non ho indicazioni precise sulla data di pubblicazione, ma credo che risalga all’inizio di maggio, a ridosso del confronto tra i tre candidati di fronte al Consiglio Pastorale di Casarsa.
L'intervento era rivolto verso Angioletto Tubaro, nel cui programma figura la proposta di un "censimento" dei cittadini extracomunitari che abitano a Casarsa, e suggeriva di ricorrere all'anagrafe comunale, dalla quale erano tratti e riportati dati e statistiche relative ai cittadini immigrati presenti a Casarsa al 31.12.2006.
Con buona dose di ironia si offriva una mano a Tubaro per la consultazione dell'archivio informatico del Comune, e lo si invitava a contattare gli esperti della Civica, anche a mezzo piccione viaggiatore.
La "chiusa", polemica e sarcastica, chiedeva conto a Tubaro dei veri propositi della Lega Nord, ipotizzando la "marchiatura" (la citazione è testuale) degli stranieri come provvedimento che
Credo, ma non ne ho certezza, che la nota fosse firmata.
Più tempo è passato dalla pubblicazione e dalla successiva rimozione di un altro intervento “inopportuno od offensivo”, diretto ancora contro Tubaro, e divenuto poi assai celebre e discusso: lo si può ricordare come quello del “Tubariello-fischiarello” (o qualcosa del genere), con il quale, tra l’altro, si metteva in dubbio (diciamolo con un eufemismo) la professionalità della locale corrispondente del Gazzettino.
Niente autocensura? Credo che a volte moderarsi un po’, anche a posteriori, non sia poi cosa tanto malvagia. Non lo sarebbe neppure l’essere sinceri e onesti.
M.Ciol